Raccomanderei senza esitazioni tutti i professionisti, le professioniste e le web agency citati nell’annual book di PWI 2009 a chiunque debba realizzare un progetto web per il semplice fatto che essere citati qui significa aver vinto un PWI e vincere un PWI significa essere i migliori.
L’italian web awards è un premio indipendente e meritocratico che non viene assegnato a chiunque o come spesso accade agli amici degli amici. Non necessariamente si tratta dei migliori web designer ma certamente dei talenti più espressivi del nostro paese che hanno “fatto cose belle” negli ultimi sette anni.
Chi vince un PWI se lo è meritato. L’assegnazione del Premio Web Italia, infatti, passa indubbiamente attraverso fasi di verifiche e di analisi tecniche, senza però fermarsi a queste, ma prosegue verso l’individuazione di caratteristiche difficilmente standardizzabili. Alcune sfumature di queste caratteristiche le abbiamo iniziate a scrivere nella Charta del web italiano (www.assowebitalia.it/charta.asp) e riguardano la capacità di emozionare, la ricerca estetica, l’attenzione al dettaglio o altrimenti la storia di un lavoro o di chi lo ha realizzato. Comprendo bene che è difficile spiegare un meccanismo di selezione che non è comparabile a meccanismi di altri concorsi di settore e allora, per meglio spiegarmi, adotto una metafora calcistico.
Ci sono web agency strutturate che ricordano l’Italia di Arrigo Sacchi con un gioco di squadra geometricamente perfetto e con una difesa a zona invalicabile. Questi, in genere, sono i finalisti che non vincono. Arrivano in finale, di certo non perdono, ma raramente vincono il premio finale (vedi Italia-Brasile del 94). In molti giocano alla Nereo Rocco: palle lunghe e pedalare. Un gioco di contenuto, di fatica, di collettivo. Questi vincono abbastanza. Sanno difendersi nei momenti di crisi ma soprattutto hanno il coraggio di lanciare il pallone davanti verso i centravanti veloci e capaci di finalizzare. Ultimamente si vedono molti emuli del “calcio totale alla olandese” con team dove ognuno apporta qualcosa di importante, dove il ruolo di ciascuno è determinante. Piccole squadre con al massimo sei, sette giocatori.
Sono le nuove web agency di provincia, fuori dagli schemi della new economy (post bolla) ma dentro fino al collo nella nuova concezione del progetto web artigianale.
Queste sono realtà che al PWI emergono spesso e volentieri. Ma quelli che vincono sempre e sempre vinceranno, anche se a volte non te l’aspetti, anche se non hanno nomi altisonanti, sono quei talenti capaci di emozionarci, perché, citando De Crescenzo da Il Mistero di Bellavista: “Ma ‘na finta ‘e Maradona scioglie ‘o sangue dint’ ‘e vene”.
Questo libro è dedicato a tutti coloro che, appassionati a quel funzionamento auto-magico che era l’ipertesto, sono riusciti a farne un motivo di vita; un omaggio a tutti coloro che, permettendoci di entrare nei loro sogni, alimentano costantemente i nostri. Queste pagine rappresentano il lavoro di quanti, in Italia, contribuiscono a costruire un nuovo mondo, sempre meno virtuale e sempre più necessario alla nostra quotidianità.
Con questa prima edizione intendiamo sottolineare il valore e lo sforzo di chi, nel web come in tutte le attività dell’uomo, si propone ogni giorno nuove sfide e segna nuovi confini.
Roberto Bonu
(dalla prefazione dell’Annual Book 2009)